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| Un pò di storia...
Fin dalla fine degli anni '80 a cominciato a farsi pian piano largo anche in
Italia la ricezione di radio e tv da satelliti geostazionari. Dapprima su
piattaforma analogica, poi anche su piattaforma digitale. Essa in Europa prende
il nome di DVB (digital video broadcasting) ed è di fatto di derivazione
informatica, in quanto il segnale viaggia compresso con MPEG II. Agli inizi
degli anni '90 si pensava che il futuro fosse l' alta definizione su piattaforma
analogica, poi pian pianola piattaforma digitale prese il sopravvento, sia
perché si abbina meglio alla gestione di una pay tv, avendo la possibilità di
diversificare molto l' offerta, sia perché è in grado di assicurare una certa
interattività di chi sta ricevendo l' emittente. Il DVB infatti permette di
trasmettere nello stesso intervallo di frequenza di un canale analogico attuale
fino a 8 canali compressi. Nella visione di un gran premio di Formula I,
trasmesso da una pay tv con DVB possiamo infatti scegliere noi se vedere la
corsa dal camera car di un pilota piuttosto che un altro, ecc. La N.T.&T. non è impreparata a questo, infatti già da ora può includere nelle offerte alla sua clientela la possibilità di avere un servizio di ricetrasmissione satellitare privato. |
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